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immaginato da clagom
| 16:33
| appunti | commenti (10) venerdì, novembre 26, 2004
Quando la morte mi chiamerà forse qualcuno protesterà, dopo aver letto nel testamento quel che gli lascio in eredità. Non maleditemi, non serve a niente tanto all'inferno ci sarò già. Ai protettori delle battone lascio un impiego da ragioniere perché provetti nel loro mestiere rendano edotta la popolazione ad ogni fine di settimana sopra la rendita di una puttana, ad ogni fine di settimana sopra la rendita di una puttana. Voglio lasciare a Biancamaria, che se ne frega della decenza, un attestato di benemerenza che al matrimonio le spiani la via, con tanti auguri per chi c'è caduto di conservarsi felice e cornuto, con tanti auguri per chi c'è caduto di conservarsi felice e cornuto. Sorella Morte, lasciami il tempo di terminare il mio testamento, lasciami il tempo di salutare, di riverire, di ringraziae, tutti gli artefici del girotondo intorno al letto di un moribondo. Signor Becchino mi ascolti un poco il suo lavoro a tutti non piace, non lo consideran tanto un bel gioco coprir di terra chi riposa in pace ed è per questo che io mi onoro nel consegnarle la vanga d'oro, ed è per questo che io mi onoro nel consegnarle la vanga d'oro. Per quella candida vecchia Contessa che non si muove più dal mio letto, per estirparmi l'insana promessa di riservarle i miei numeri al lotto non vedo l'ora di andar fra i dannati per riferirglieli tutti sbagliati, non vedo l'ora di andar fra i dannati per riferirglieli tutti sbagliati. Quando la morte mi chiederà di restituirle la libertà forse una lacrima, forse una sola sulla mia tomba si spenderà, forse un sorriso forse uno solo dal mio ricordo germoglierà. Se dalla carne mia, già corrosa, dove il mio cuore ha battuto il tempo, dovesse nascere un giorno una rosa la do alla donna che mi offrì il suo pianto. Per ogni palpito del suo cuore le rendo un petalo rosso d'amore, per ogni palpito del suo cuore le rendo un petalo rosso d'amore. A te che fosti la più contesa la cortigiana che non si dà a tutti ed ora all'angolo di quella chiesa offri le immagini ai belli ed ai brutti lascio le note di questa canzone, canto il dolore della tua illusione, a te che sei per tirare avanti, costretta a vendere Cristo e i santi. Quando la morte mi chiamerà nessuno al mondo si accorgerà che un uomo è morto senza parlare, senza sapere la verità, che un uomo è morto senza pregare, fuggendo il peso della pietà. Cari fratelli dell'altra sponda cantammo in coro giù sulla terra, amammo in cento l'identica donna, partimmo in mille per la stessa guerra, questo ricordo non vi consoli, quando si muore, si muore soli. Questo ricordo non vi consoli, quando si muore, si muore soli.
immaginato da clagom
| 00:51
| appunti | commenti (5) martedì, novembre 23, 2004
Un giorno, addietro E quell'attesa che sembrava non passare Pochi minuti interminabili Che non volevano divenire passato È ironicamente triste ora Ricordare Molteplici ansie e pensieri In pochi momenti Guardavo attonito e speravo Che quella magnifica attesa si spegnesse Osservo attonito ora Quanto è distante_ ![]()
immaginato da clagom
| 00:42
| appunti | commenti (15) martedì, novembre 16, 2004
Sembra una foto, fatta di grigi Sembra una storia scritta e passata Ma non riesco ad immaginare E l'apparenza non può essere certa Le forme che cadono Lontane da noi Come tagliate da forbici E non riesco ad immaginarti Cosa era e come fu La differenza si è inabissata Nell'oceano insulso Vivremo o no nel sogno In un oceano di monotonia Mentre provo a ricordare E la differenza è solo un'idea E non riesco a immaginare Come era e come fu E come sarà Mentre provo a ricordarla La sensazione provata Mai più sarà la prima Come era e come sarò Mentre provo e non provo Non riesco ad immaginarla_ ![]()
immaginato da clagom
| 22:35
| visioni | commenti (13) lunedì, novembre 15, 2004
Le donne e il cielo sono incomprensibili
immaginato da clagom
| 15:33
| ritratti | commenti (13)
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