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domenica, novembre 28, 2004

 

Come sai, la morte è nata con la vita.





 

immaginato da clagom | 16:33 | appunti | commenti (10)

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venerdì, novembre 26, 2004

 

IL TESTAMENTO

Quando la morte mi chiamerà
forse qualcuno protesterà,
dopo aver letto nel testamento
quel che gli lascio in eredità.
Non maleditemi, non serve a niente
tanto all'inferno ci sarò già.
Ai protettori delle battone
lascio un impiego da ragioniere
perché provetti nel loro mestiere
rendano edotta la popolazione
ad ogni fine di settimana
sopra la rendita di una puttana,
ad ogni fine di settimana
sopra la rendita di una puttana.
Voglio lasciare a Biancamaria,
che se ne frega della decenza,
un attestato di benemerenza
che al matrimonio le spiani la via,
con tanti auguri per chi c'è caduto
di conservarsi felice e cornuto,
con tanti auguri per chi c'è caduto
di conservarsi felice e cornuto.
Sorella Morte, lasciami il tempo
di terminare il mio testamento,
lasciami il tempo di salutare,
di riverire, di ringraziae,
tutti gli artefici del girotondo
intorno al letto di un moribondo.
Signor Becchino mi ascolti un poco
il suo lavoro a tutti non piace,
non lo consideran tanto un bel gioco
coprir di terra chi riposa in pace
ed è per questo che io mi onoro
nel consegnarle la vanga d'oro,
ed è per questo che io mi onoro
nel consegnarle la vanga d'oro.
Per quella candida vecchia Contessa
che non si muove più dal mio letto,
per estirparmi l'insana promessa
di riservarle i miei numeri al lotto
non vedo l'ora di andar fra i dannati
per riferirglieli tutti sbagliati,
non vedo l'ora di andar fra i dannati
per riferirglieli tutti sbagliati.
Quando la morte mi chiederà
di restituirle la libertà
forse una lacrima, forse una sola
sulla mia tomba si spenderà,
forse un sorriso forse uno solo
dal mio ricordo germoglierà.
Se dalla carne mia, già corrosa,
dove il mio cuore ha battuto il tempo,
dovesse nascere un giorno una rosa
la do alla donna che mi offrì il suo pianto.
Per ogni palpito del suo cuore
le rendo un petalo rosso d'amore,
per ogni palpito del suo cuore
le rendo un petalo rosso d'amore.
A te che fosti la più contesa
la cortigiana che non si dà a tutti
ed ora all'angolo di quella chiesa
offri le immagini ai belli ed ai brutti
lascio le note di questa canzone,
canto il dolore della tua illusione,
a te che sei per tirare avanti,
costretta a vendere Cristo e i santi.
Quando la morte mi chiamerà
nessuno al mondo si accorgerà
che un uomo è morto senza parlare,
senza sapere la verità,
che un uomo è morto senza pregare,
fuggendo il peso della pietà.
Cari fratelli dell'altra sponda
cantammo in coro giù sulla terra,
amammo in cento l'identica donna,
partimmo in mille per la stessa guerra,
questo ricordo non vi consoli,
quando si muore, si muore soli.
Questo ricordo non vi consoli,
quando si muore, si muore soli.
 



















































































 

immaginato da clagom | 00:51 | appunti | commenti (5)

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martedì, novembre 23, 2004

 

Senza titolo





Un giorno, addietro

E quell'attesa che sembrava non passare

Pochi minuti interminabili

Che non volevano divenire passato

È ironicamente triste ora

Ricordare

Molteplici ansie e pensieri

In pochi momenti

Guardavo attonito e speravo

Che quella magnifica attesa si spegnesse

Osservo attonito ora

Quanto è distante_






 

immaginato da clagom | 00:42 | appunti | commenti (15)

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martedì, novembre 16, 2004

 

Tagliate da forbici





Sembra una foto, fatta di grigi

Sembra una storia scritta e passata

Ma non riesco ad immaginare

E l'apparenza non può essere certa

Le forme che cadono

Lontane da noi

Come tagliate da forbici



E non riesco ad immaginarti



Cosa era e come fu

La differenza si è inabissata

Nell'oceano insulso

Vivremo o no nel sogno

In un oceano di monotonia

Mentre provo a ricordare

E la differenza è solo un'idea



E non riesco a immaginare



Come era e come fu

E come sarà

Mentre provo a ricordarla

La sensazione provata

Mai più sarà la prima

Come era e come sarò

Mentre provo e non provo



Non riesco ad immaginarla_






 

immaginato da clagom | 22:35 | visioni | commenti (13)

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lunedì, novembre 15, 2004

 

Le donne e il cielo sono incomprensibili


 

immaginato da clagom | 15:33 | ritratti | commenti (13)

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